Home

Advertisement

Customise

cami75


CasadiArtemide

Recent Entries · Archive · Friends · User Info

* * *

Stamani sono un bel po' suonata....Ormai non ho più l' età per fare troppo tardi la sera se la mattina dopo devo lavorare.

In ogni caso, sono qui, non solo per fasre il mio primo post serio, ma per augurare a tutti dei felici saturlia e per parlare un po' di questa festa.


La più importante festa romana, veniva celebrata dapprima il 17 dicembre, e successivamente per 7 giorni, dal 17 al 23.
Era dedicata a Saturno, antica divinità italica, forse di origine etrusca, legata all'agricoltura. Il suo nome appariva tra le divinità introdotte a Roma di Tito Tazio per i romani Saturno non era soltanto il benevolo dio agrario che aveva insegnato a sfruttare la fertilità della Terra, ad usare la falce ed a potare la vite; rappresenta anche l'antico mitico benessere: si diceva infatti che l'età dell'Oro fosse stata quella in cui Saturno e Giano avevano regnato insieme.

I Saturniali ebbero inizio quando i Romani dedicarono il Tempio a Saturno sulle falde del Campidoglio, sotto il Consolato di Aulo Sempronio e Marco Minucio.

Ma la fondazione del Tempio si presume antichissima e si fa risalire ai tempi di Tullio Ostilio. Durante queste feste gli schiavi avevano la possiilità di esprimersi a loro piacimento, compresa quella di criticare i padroni, senza incorrere in punizioni. Inoltre gli schivi durante i banchetti sedevano alla tavola dei padroni e spesso venivano serviti a loro.

Nei giorni dei saturnali era permesso il gioco d'azzardo, proibito nel resto dell'anno e punito con multe che arrivavano fino a 4 volte la posta.

Duranti i saturnali era in uso scambiarsi doni, che venivano spesso accompagnati da biglietti augurali.

Marziale pubblicò due libri di epigrammi, gli Xenia e gli Apophoreta; gli Xenia erano destinati ad accompagnare i doni fatti per i saturnali; gli Apophoreta erano uniti ai doni che l'ospite offriva, sorteggiandoli, ai suoi commensali.

Gli Xenia non sono epigrammi particolarmente belli, ma sono una testimonianza del tipo di doni: gamberetti, storione, triglie, orate; tordi, lepri; tartufi, funghi, fegato d'oca, miele dell'Imetto; capretti, porcellini da latte; vini, aceto, olio; fichi, datteri, asparagi; profumi e corone di rose. Un pò di tutto, insomma, ma a prevalere erano i generi commestibili.

I doni accompagnati dagli Apophoreta erano più vari: dadi e ossi per il gioco d'azzardo; tavolette di cera, di avorio, di pergamena; scrigni, astucci, scrittoi; pettini e tinture per capelli; lanterne e sandali; pappagalli parlanti e manine d'avorio per grattarsi; coppe antiche e vasi da notte, cagnoline della Gallia e cavallini delle Asturie; strumenti musicali; statue, dipinti e libri in pergamena.

Un dono assai frequente era un sacchetto di noci, che bambine e ragazzi usavano come biglie; si regalavano noci anche agli adulti.

Durante i saturnali si facevano scherzi e fracasso, e si sorteggiava un re della festa, il princeps saturnalicius.

L'abitudine di fare doni e di fare baldoria, fece dei saturnali gli antenati, per un verso delle feste natalizie e per l'altro del carnevale.

Poichè hp iniziato oggi a postare decentemente sul lj, ho usato, per descivere la festa del masteriale che Lupo di Giada ha nel suo forum, Il Tempio di Dioniso, pertanto a lui vanno tutti i compliementi del caso.


Current Location:
Office
Current Mood:
calm calm
Current Music:
Nessuna
* * *
Un saluto di passaggio!!!!!

Have a nice evening!!!!

Monia 

* * *

Advertisement

Customise